Un cubo fotovoltaico tutto italiano al summit delle rinnovabili

On 23 gennaio 2014

cubo fotovoltaicoROMA  -  In Italia gli incentivi al fotovoltaico sono finiti ma il mercato non si ferma: guarda all’estero, a un’economia globale che continua a investire 250 miliardi di dollari all’anno sull’energia pulita. E l’Italia ha segnato un punto con l’e-QBO, l’innovazione tecnologica presentata oggi dal Gse all’apertura del Word Future Energy Summit, il forum ad Abu Dhabi che rappresenta il più importante avvenimento nel settore delle rinnovabili.

L’e-QBO è un cubo con 5 metri di lato: un progetto tipicamente made in Italy perché mette assieme architettura e design, ricerca e innovazione.  Disegnato dall’architetto Romolo Stanco, è un sistema duttile e polifunzionale. Può essere posato su un prato o su un parcheggio per assicurare le docce a un gruppo di ragazzi o far ricaricare le batterie di auto elettriche. In un giorno produce 50 chilowattora, l’equivalente del fabbisogno di tre famiglie. L’energia – accumulata dai pannelli solari integrati nelle vetrate che delineano la struttura – viene stoccata e dunque può essere utilizzata anche di notte.
Questa “pelle” fotovoltaica, frutto di un lavoro di gruppo (la società RSE del gruppo Gse, l’associazione SD4SC-Smart Design for Smart Cities e la start up T. Red), è il biglietto da visita con cui si è presentata l’Italia a un appuntamento che sta crescendo d’importanza. Siamo tra l’altro il settimo fornitore degli Emirati Arabi a livello mondiale (il terzo europeo dopo Germania e Gran Bretagna) e le nostre esportazioni verso gli Emirati Arabi hanno raggiunto nel 2012 la cifra record di 5,5 miliardi di euro, con un incremento nel biennio 2011-2012 del 50%.
In difficoltà per i tagli continui e non programmati degli incentivi (una strategia opposta a quella utilizzata dai governi tedeschi), gli imprenditori italiani del settore stanno così cercando all’estero le possibilità di sviluppo che vengono meno in Italia, dove il settore ha perso 8 mila posti di lavoro negli ultimi due anni a causa degli impegni non rispettati. E per ora le risposte del mercato stanno arrivando.

fonte : http://www.repubblica.it/ambiente/2014/01/20/news/rinnovabili_congresso-76483482/

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